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Il comprensorio più bistrattato del Sannio è stato preso di mira dalla criminalità foggiana

L'inchiesta 
Fortore a rischio? 
Il comprensorio più bistrattato del Sannio è stato preso di mira dalla criminalità foggiana 
di Antonio De Cristofaro 

Fortore a rischio? Sembrerebbe proprio di sì! Il comprensorio più "bistrattato" dell'intero territorio provinciale appare, da un po' di tempo, in balia delle sempre più frequenti "incursioni" della malavita pugliese, che proprio nel Fortore trova facili sbocchi per "interessi" che spaziano dalla droga all'abigeato. Del resto la criminalità è sempre alla ricerca di terreni più fertili rispetto a situazioni piuttosto.... intasate come quelle che si registrano in Puglia dove, negli ultimi anni, l'attività criminosa ha fatto registrare una considerevole recrudescenza. Un fenomeno, quello delle influenze della malavita pugliese che il Fortore sembra subire, che preoccupa e non poco chi istituzionalmente è delegato a garantire l'ordine e la sicurezza delle popolazioni interessate, loro malgrado, da questo fenomeno. E le forze dell'ordine, mente i Carabinieri, stanno certo assistendo passivamente all'evolversi della situazione. Tutt'altro! Raccogliendo il testimone del suo predecessore Moscatelli, ed anzi alimentando l'iniziativa, il nuovo responsabile provinciale dei Carabinieri, il tenente colonnello Gianfranco Milillo, ha segnata non intensificato i controlli in tutto il Fortore, tenuto ora sotto particolare osservazione, nell'evidente tentativo di stroncare sul nascere i pericolosi focolai "infettivi", presenti con sempre maggiore frequenza in quasi tutto il comprensorio. Prevenire è sempre meglio che reprimere ed una maggiore presenza delle forze dell'ordine non può che favorire l'azione di contrasto alle sempre più spavalde infiltrazioni criminose, veri e propri "sconfinamenti" agevolati, per certi versi, dalla particolare situazione geografica, che vede il Fortore sempre meglio collegato con la provincia di Foggia e sempre più distante dal suo capoluogo naturale, quella Benevento che la gente fortorina ha sempre visto quasi come una realtà sconosciuta e lontana, di difficile. accesso. Il punto è essenzialmente questo: basti, in tal senso, considerare che la Statale 17 dista da Sin Bartolomeo in Galdo solo tre chilometri, e che quindi i cittadini del capoluogo fortorino sono in grado, ad esempio, di raggiungere in pochi minuti il grosso centro foggiano di San Severo, divenuto negli anni un vero e proprio crocevia del traffico di stupefacenti (vedi il servizio sulla mappa dei clan che operano nel foggiano). Fortissime, dunque, e consolidate negli anni sono le interazioni economiche con la provincia di Foggia e con il resto della Puglia. 
Una circostanza che, ovviamente, non ha mai consentito alla città di Benevento di porsi per la popolazione di San Bartolomeo, come referente economico. Attraverso i contatti commerciali ed i rapporti di tipo economico sempre più frequenti è maturato anche l'interessamento delle organizzazioni criminose pugliesi verso le realtà locali di centri importanti del Fortore come la stessa San Bartolomeo in Galdo, ma anche Foiano Valfortore, Castelpagano, Colle Sannita, Reino e Circello. Sono comparsi così i primi segnali, allarmanti, di un traffico di droga fattosi via via sempre più consistente, come confermano i diversi risultati conseguiti dai Carabinieri delle varie stazioni e della compagnia di San Bartolomeo in Galdo, che hanno portato all'arresto di alcuni spacciatori ed al sequestro di un discreto quantitativo di sostanze stupefacenti. Per il momento, comunque, la situazione appare sotto controllo: non si è ancora arrivati, insomma, ai livelli di guardia che si possono registrare in realtà ben più "inquinate", quali la Valle Caudina e, per altri. versi, la Valle Telesina. Il campanello d'allarme, però, non deve passare inascoltato. 

articolo Benevento - Generale Gianfranco Milillo