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Ulteriori precisazioni su il capo dei capi

Gli autori bene avrebbero fatto a documentarsi meglio in quanto gli elementi per il successo ci sarebbero tutti, manca però la verità storica. Il libro, " liberamente ispirato a fatti realmente accaduti ", che avrebbe dovuto narrare la guerra dello Stato ai personaggi di spicco di Cosa Nostra, non è fedele e divulga, in modo travisato a milioni di lettori, in particolare alle nuove generazioni, fatti, circostanze assolutamente non veritieri, attribuendo ad alcuni personaggi meriti riconosciuti ad altri.
Nella fattispecie mi riferisco alla figura del commissario Angelo Mangano che è stata molto romanzata (per approfondire la figura ed il ruolo avuto nella cattura di Liggio basta leggere gli atti della Commissione Parlamentare Antimafia ). Storicamente la cattura va attribuita all'Arma dei Carabinieri agli ordini del tenente colonnello Ignazio Milillo con la partecipazione del commissario Mangano e personale della Polizia. Così come il secondo arresto del Liggio a Milano non fu ad opera del dr. Mangano ma del tenente colonnello della Guardia di Finanza Vessicchio. L'arresto del Liggio fu un grande momento per la Benemerita ed una grande vittoria dello Stato. Effettivamente il Mangano tentò di attribuirsi i meriti dell'arresto ma successivamente firmò un verbale presso il Tribunale di Milano che " riconosceva al Milillo il merito delle investigazioni e quello più preponderante della cattura ". 
Tra l'altro se il dr. Attilio Bolzoni, invece di attingere notizie, artatamente manipolate, su" Città Nuove di Corleone " di Dino Paternostro si fosse riletto il suo articolo su La Repubblica del 1987 alla sezione cronaca dove scriveva testualmente: " Capo o non capo di Cosa Nostra, Luciano Liggio resta sempre un personaggio unico nel panorama mafioso, un boss che è riuscito perfino a far litigare pubblicamente ufficiali e alti funzionari dello Stato. Era il 14 maggio del 1964 e Luciano Liggio fu arrestato a Corleone nell'abitazione delle sorelle Sorisi. L'allora commissario Angelo Mangano e il Colonnello dei Carabinieri Ignazio Milillo litigarono furiosamente per mesi contendendosi la paternità della cattura del grande boss. Fu Luciano Liggio, in aula, a dire la verità: mi arrestarono i Carabinieri. - Attilio Bolzoni ". Realtà confermata tra l'altro dallo stesso boss corleonese in una memorabile intervista condotta da Enzo Biagi per conto della RAI in cui ricordava le fasi della cattura ad opera del Col. Milillo.
Mi riferisco alla figura del commissario Angelo Mangano (per approfondire la figura ed il ruolo avuto nella cattura di Liggio leggere gli atti della Commissione Parlamentare Antimafia ). Storicamente la cattura va attribuita all'Arma dei Carabinieri agli ordini del tenente colonnello Ignazio Milillo con la partecipazione del commissario Mangano e personale della Polizia. Così come il secondo arresto del Liggio a Milano non fu ad opera del dr. Mangano ma del tenente colonnello della Guardia di Finanza Giovanni Vessicchio. L'arresto del Liggio fu un grande momento per la Benemerita ed una grande vittoria dello Stato. Effettivamente il Mangano tentò di attribuirsi i meriti dell'arresto ma successivamente firmò un verbale presso il Tribunale di Milano che " riconosceva al Milillo il merito delle investigazioni e quello più preponderante della cattura ". 
Tra l'altro  il dr. Attilio Bolzoni, nel suo articolo su La Repubblica del 1987 alla sezione cronaca scriveva testualmente: " Capo o non capo di Cosa Nostra, Luciano Liggio resta sempre un personaggio unico nel panorama mafioso, un boss che è riuscito perfino a far litigare pubblicamente ufficiali e alti funzionari dello Stato. Era il 14 maggio del 1964 e Luciano Liggio fu arrestato a Corleone nell'abitazione delle sorelle Sorisi. L'allora commissario Angelo Mangano e il Colonnello dei Carabinieri Ignazio Milillo litigarono furiosamente per mesi contendendosi la paternità della cattura del grande boss. Fu Luciano Liggio, in aula, a dire la verità: mi arrestarono i Carabinieri.- Attilio Bolzoni ". Realtà confermata tra l'altro dallo stesso boss corleonese in una memorabile intervista condotta da Enzo Biagi per conto della RAI in cui ricordava le fasi della cattura ad opera del Col. Milillo.