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Security sulle navi da crociera: le misure per la sicurezza dopo l’allarme ISIS

Su una nave da crociera soltanto un’azione coordinata di tutto l’equipaggio, composto da persone provenienti da molte parti diverse del mondo, può permettere il salvataggio di migliaia di persone. Proprio per questa motivazione tutti i paesi membri dell’International Maritime Organization (IMO) hanno adottato una convenzione che obbliga tutti coloro che si vogliono imbarcare a seguire un addestramento sulle manovre di emergenza, il cosiddetto STCW ossia “Standard di Addestramento, Certificazione e Tenuta della Guardia”. Tale convenzione prevede sia esercitazioni periodiche a bordo, sia corsi teorici e pratici che ogni membro dell’equipaggio deve seguire prima di imbarcarsi. I quattro corsi si riferiscono alla sicurezza personale e alla responsabilità sociale (dove si fornisce una conoscenza generale della nave e delle posizioni e del funzionamento dei vari mezzi di salvataggio oltre alla conoscenza delle misure per le prevenzione degli incidenti a bordo); un secondo corso si focalizza sulle misure antincendio; il terzo sulla sopravvivenza e salvataggio e prevede diverse esercitazioni in acqua; infine non può mancare un corso di primo soccorso utile per offrire un primo aiuto ai feriti in caso di emergenza. Uno degli obiettivi fondamentale del corso è quello di insegnare a gestire la paura, specie nelle navi da crociera dove può trasformarsi tra i turisti in panico e mettere a rischio la sopravvivenza di molti: in caso di emergenza il tempo è prezioso e gli addetti devono conoscere esattamente il proprio compito, eseguire gli ordini ed assistere i passeggeri. A livello tecnico le navi da crociera vengono progettate, realizzate e gestite sulla base di una lunga serie di prescrizioni, controlli e certificazioni internazionali che hanno come fine quello di assicurare alti standard di sicurezza e qualità. Leggi nazionali ed internazionali, inoltre, prevedono visite periodiche o non programmate delle navi, allo scopo di accertarne il livello di efficienza e le buone condizioni di conservazione della struttura, dei macchinari, degli impianti e delle dotazioni di bordo, incluse quelle di sicurezza.

Negli ultimi anni a causa della minaccia del terrorismo molti itinerari delle navi da crociera sono stati rivisti ed aggiornati in maniera tale da evitare i Paesi più a rischio. Gli itinerari vengono stabiliti attraverso uno studio delle garanzie di sicurezza offerte  non solo dal punto di vista della navigazione e della disponibilità di strutture di supporto, ma anche da quello della sicurezza degli ospiti a terra, considerando sia il punto di vista sanitario, sia la criminalità sia il quadro politico  dei Paesi dove la nave dovrebbe attraccare. Davanti alle nuove minacce dell’ISIS che iniziano per la prima volta a citare anche le “compagnie marittime e navi crociate”, la CLIA (la maggior organizzazione che racchiude un gran  numero di Compagnie crocieristiche al mondo) ha imposto che a bordo delle navi operino professionisti della sicurezza a tempo pieno, che siano impegnati unicamente a garantire la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio e che le imponenti misure di sicurezza messe in atto dalle singole compagnie di crociera siano allineate ed in contatto con le autorità nazionali e internazionali riguardo la sicurezza. Le navi da crociera hanno cominciato ad imbarcare personale della security dopo l’episodio dell’Achille Lauro, nave da crociera italiana sequestrata da terroristi palestinesi il 7 ottobre 1985 al largo delle coste egiziane. Il compito degli agenti si sicurezza, finora, si era concentrato sul controllare che a bordo non salissero terroristi camuffati da turisti e non venissero introdotte armi, dal momento che le grandi navi sono ormai tutte dotate di scanner come quelli degli aeroporti per rilevare la presenza di metalli. L’ingresso e l’uscita dei passeggeri sono inoltre rilevati elettronicamente con apposite carte magnetiche. Contromisure adottate per una maggiore sicurezza sono state l’installazione sulle navi di speciali “cannoni sonori” in grado di lanciare forti impulsi per disorientare e tenere lontano gli attaccanti (Costa Crociera è stata tra le prime compagnie ad installarle). Altre compagnie hanno invece ingaggiato agenti della sicurezza armati e pronti a rispondere al fuoco dei pirati, come accaduto sulla Melody, provenienti anche da blasonati servizi segreti come il Mossad israeliano. Su tutte le navi della Msc sono imbarcati agenti israeliani che si occupano della security, armati e pronti a entrare in azioni in caso di necessità. Inoltre, prima di addentrarsi in tratti di mare meno sicuri, i gruppi navali internazionali impegnati nella tutela dei traffici marittimi vengono avvisati dalle compagnie da crociera così da far alzare il livello di sorveglianza.

Ottenere un sistema di sicurezza perfetto su una nave è difficile, poiché molte sono le variabili, anche aleatorie, che lo compongono, ma deve essere sicuramente perfetto lo sforzo fatto per il suo conseguimento. 

Generale Gianfranco Milillo

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