Italiano

Il Gruppo d’Intervento Speciale dei Carabinieri in prima linea contro il terrorismo

Negli anni ’70 in Italia venne decisa la creazione di apposite unità d’intervento speciale per scongiurare la gravissima situazione venutasi a creare nel nostro paese a causa del terrorismo. Il Comando Generale dei Carabinieri fu il primo a creare una struttura ad hoc: il Gruppo d’Intervento Speciale. Il GIS nacque il 6 febbraio 1978 a Livorno, in piena emergenza terrorismo, su richiesta specifica dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga. L’idea alla base era quella di avere un reparto ad elevatissima prontezza operativa, in grado di muoversi in ogni parte d’Italia in tempi brevissimi e con capacità d’intervento altamente professionali in grado di operare contro formazioni terroristiche ben armate. Uno dei punti cardine era, ed è tuttora, l'intervento nei casi della presa di ostaggi, in particolare su mezzi pubblici quali aerei, treni, navi, bus. Si tratta di una delle missioni più difficili, poiché ne va della vita degli stessi ostaggi. I membri del GIS, dipendenti dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e inquadrati nella 2^ Brigata Mobile, vengono tutti selezionati tra i migliori elementi del 1°Battaglione Paracadutisti Tuscania: su candidatura volontaria devono essere almeno da quattro anni nel battaglione, avere meno di 32 anni ed ottime note personali in primis, seguono poi prove selettive molto impegnative che constano anche di visite mediche e valutazioni psicoattitudinali finalizzate ad accertare la capacità operativa in situazioni ad elevato stress fisico e psicologico. Coloro che superano le selezioni primarie debbono frequentare un corso paracadutisti di durata di 9 mesi, a cui seguono un corso base GIS di 18 settimane ed, infine, uno specialistico di 27 settimane. Alla fine dell’iter formativo si ottiene il brevetto militare di “incursore”, ma l’addestramento continua e si perfeziona anche successivamente grazie a corsi specifici, per singole specialità e per operare all’estero, tali corsi sono congiunti con quelli dei colleghi dell’Antiterrorismo internazionale (SWAT, SAS, GSG9, GIGN). Ogni componente è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo, non a caso il loro motto recita “E’ nel talento del singolo che trae vigore la forza del Gruppo”.

Il reparto ebbe il suo “battesimo operativo” il 29 dicembre 1980 quando fece irruzione nel supercarcere di Trani, in provincia di Bari, per sgominare in modo estremamente rapido ed incruento una rivolta di detenuti che avevano preso in ostaggio 18 Agenti di custodia. Nel 2004 il G.I.S. è stato elevato da unità controterrorismo al rango di forza speciale, venendo quindi inserito nel Comando Forze Speciali Interarma (CO.F.S.). Tale ingresso ha permesso agli incursori dei Carabinieri di affinare le caratteristiche più spiccatamente “militari”, sviluppando ulteriormente le capacità di pianificazione, infiltrazione/esfiltrazione in/da ambienti ostili. Questo “dualismo” dato dalla possibilità di svolgere sia operazioni anti-terrorismo tipicamente di polizia in Italia, sia azioni dirette e antiguerriglia a connotazione marcatamente militare nel quadro delle missioni internazionali, rappresenta il principale punto di forza del G.I.S. Da più di un decennio il reparto è impegnato operativamente ed ininterrottamente anche all’estero in territori come Libano, Kurdistan, Somalia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Afghanistan, Iraq.

Gli attentati di Parigi del 7 gennaio e 13 novembre 2015 e quelli del 22 marzo 2016 a Bruxelles, hanno portato la dimensione del pericolo terrorismo su un nuovo livello in tutto il continente europeo e la divisone del territorio italiano in quattro grande aree di intervento ciascuna affidata ai nostri quattro reparti di teste di cuoio: i Nocs della polizia, i Gis dei carabinieri, il Col Moschin dell’Esercito e il Comsubin della Marina con un tempo massimo di intervento di cinquanta minuti qualunque sia il posto in Italia da cui provenga l’emergenza terroristica. Il livello 2 di allerta ha inoltre portato l’Arma dei Carabinieri ad attivarsi per adeguare immediatamente il proprio sistema di contrasto antiterrorismo alla nuova minaccia: i GIS sono stati quindi dispiegati temporaneamente a protezione del Centro Nord Italia con lo schieramento di operatori a Roma e Milano, in attesa degli altri componenti che si trovano sempre in allerta nella sede di Livorno e che sono pronti a raggiungere qualsiasi punto del territorio nazionale grazie al supporto degli elicotteri dell’Arma o dei velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare. Entro l’estate del 2016 sono state inoltre create le A.P.I. ossia 18 Aliquote di Primo Intervento, ognuna composta da nuclei di 9-14 uomini e permanentemente schierate in 16 capoluoghi di provincia, e le S.O.S. ossia 13 Squadre Operative di Supporto, composte ognuna da un numero di carabinieri che varia tra i 12 e i 24, specificatamente addestrate per fornire una prima risposta in caso di attacco terroristico multiplo ad obiettivi urbani nell’area di competenza in attesa dell’intervento delle Task Unit del G.I.S.. Fondamentale è sapere che tali reparti sono stati sviluppati in maniera coerente, sinergica e complementare per affrontare la minaccia terroristica in tutte le sue possibili sfaccettature ed offrire così uno “scudo” di prima risposta antiterrorismo versatile e configurabile secondo le necessità del momento. “Silenziosi come la notte, veloci come la folgore”, è il loro motto.

Generale Gianfranco Milillo

Generale Gianfranco Milillo - Il Gruppo d���Intervento Speciale dei Carabinieri in prima linea contro il terrorismo