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Calendario storico dei Carabinieri, arte e storia dal 1928 ad oggi - di Generale Gianfranco Milillo

Alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti e del capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano, in data 9 novembre 2017, il Comandante generale dell’arma dei Carabinieri, generale Tullio del Sette, ha presentato ufficialmente il calendario storico dei Carabinieri 2017, giunto ormai alla sua 85esima edizione. Una tradizione nata per la prima volta a Firenze nel 1928 per iniziativa del generale di Brigata Gino Poggesi, Ispettore della III Zona Carabinieri e continuata fino ad oggi (con una sola breve interruzione di cinque anni durante il periodo della seconda guerra mondiale). La pubblicazione del calendario, curata dal Museo Storico dell’Arma tra il 1934 e il 1944, venne in seguito, e lo è ancora oggi, gestita dal Comando Generale dell’Arma. Il ministro della Difesa nel suo intervento ha sottolineato: “la presentazione del calendario e' ormai un evento culturale con un percorso che riprende i simboli dell'Arma che vanno di pari passo con creatività e modernità. Tradizione e modernità fanno parte dei Carabinieri”.

Ogni anno si raccontano, attraverso le immagini, storie e attività dell’Istituzione dell’Arma dei Carabinieri attinenti ad un tema specifico: nell’edizione dello scorso anno il calendario è stato ispirato ai grandi rappresentanti della pittura italiana ed europea da Modigliani a De Chirico, nel 2015 è stato dedicato al tema della famiglia, quest’anno invece è incentrato sui “Simboli dell’Arma”, (dalla carabina all'elmo dei Corazzieri, dall'alamaro alla giberna) che si susseguono nelle tavole nei diversi stili con cui l'arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall'anno di fondazione dei Carabinieri. Filo rosso della tradizionale opera la rivisitazione dei simboli dell'Arma dei Carabinieri visti attraverso la lente dell'arte e quindi per ogni mese dell'anno è stato scelto dai curatori uno stile particolare: dall'Art nouveau ai tratti tipici del Wiener Werkstätte proseguendo con il Futurismo e il Bauhaus, ed ancora l'Art decò e lo stile Razionalista fino a giungere all’inconfondibile Pop ed alla grafica contemporanea. Realizzato sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, che ha curato tutta l’opera, il calendario si apre con una copertina raffigurante due Carabinieri, inseriti in un'aura rossa e blu con l'uniforme bisecolare uno e quella attuale l'altro, ambedue simbolo di presenza attiva e garanzia di sicurezza e fedeltà, sullo sfondo la cartina di Torino come riconoscimento alla città che diede i natali all’Arma il 13 luglio 1814. Importante l’aspetto simbolico della realizzazione e delle tavole come il caso dell’orologio al polso del carabiniere a significare la precisione e la puntualità che si aggiunge ai già noti valori di tradizione, impegno, rispetto, integrità ed onore.

“Il calendario è una consuetudine che si è interrotta solo nel periodo bellico. Quest'anno il calendario è dedicato ai simboli dell'Arma dei carabinieri: da ciò che indossiamo a quello che utilizziamo nel nostro lavoro, declinato ai due volti dell'attività istituzionale: sicurezza e prevenzione” ci spiega Emanuele De Santis, comandante provinciale dell’Arma di Torino. Il crescente interesse verso questo calendario l’ha reso negli anni un oggetto di culto e di collezionismo: l’edizione 2017 raggiungerà la tiratura record di 1,3 milioni di copie (tra cui 10.000 redatte in inglese, francese, spagnolo, tedesco ed arabo), il costo della produzione, inoltre, non graverà sul bilancio dello Stato dal momento che le copie sono quasi totalmente acquistate dal personale dell’Arma. 

Generale Gianfranco Milillo

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