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Conoscere per contrastare: alla Camera si parla di storie di mafie e rinascite - di Generale Gianfranco Milillo

Tutto parte dalla domanda “che cos’è la mafia oggi?”, la domanda chiave su cui si concentra l’attenzione dello scrittore veneto Francesco Trotta nel suo libro di esordio dal titolo “Confiscateli. Storie di mafie e rinascite” presentato il 15 Dicembre alla Camera dei Deputati.

Oggi di mafia se ne parla molto ed in molte accezioni differenti: da organizzazione criminale ad industria del potere, da imprenditrice globale a subcultura radicata nel territorio. Quella che rimane è, comunque, un’immagine aleatoria e difficilmente definibile su questo importante fenomeno. Il libro parte, quindi, da un meticoloso lavoro di ricerca ed affronta temi delicati e di cui parlare non è mai semplice: la mafia e di conseguenza l’antimafia, quest’ultima oggetto oggi di interesse proprio da parte delle associazioni mafiose, in particolare modo per quanto riguarda la gestione dei beni confiscati. Tra le tematiche che necessitano di essere raccontate e conosciute si parla nel testo del concetto di onore e della rappresentanza sociale del crimine organizzato. Conoscere per contrastare, quindi, è questo l’obiettivo desiderato dal trentenne trevigiano che ci racconta di come la mafia si sia spostata negli anni dal sud al nord Italia, diventando una mafia dai colletti bianchi, ancora più difficile da contrastare perché non fa rumore e lavora dietro al palcoscenico più grande che è quello delle istituzioni e dell’economia del paese. La mafia è un sistema di potere che coinvolge l’intero territorio italiano, che non subisce la legge ma la impone ed ha come obiettivo l’acquisizione di appalti e concessioni pubbliche essendo ormai diventata un fenomeno delle classi dirigenti a tutti livelli. La tesi discussa nel libro ci racconta anche “un’antimafia” diversa da come ce la aspetteremmo a causa di personaggi poco limpidi che si sono infiltrati dalle cooperative alle associazioni, dai fondi pubblici ai beni confiscati e con interessi non sempre legali. La partita per sconfiggere le mafie parte anche dai tanti beni confiscati sul territorio italiano, i quali, proprio perché fanno gola a molti, non sono facili da gestire in completa trasparenza. E proprio per fare chiarezza su questo punto lo scrittore ha dato voce a chi ogni giorno si impegna a contrastare il crimine, senza bisogno di avere il bollino dell’antimafia.

"La mancata approvazione della riforma del Codice Antimafia - ha detto lo scrittore Franco La Torre, intervenuto alla presentazione del libro di Trotta, - che tutti giudicano importante, ma il cui esame in Senato viene continuamente rinviato, denuncia i limiti di chi ha responsabilità politiche. La battaglia contro la mafia è culturale ma è anche politica: la classe politica non può delegare a magistratura e forze dell'ordine, deve assumersi le proprie responsabilità".

L’autore, laureato in Storia Contemporanea con un master in Criminologia critica e specializzato in Criminologia applicata, ha lanciato, inoltre, la start-up “Cosa Vostra” che segue i temi delle lotte alle mafie, dell'ambiente e dei diritti umani. L'associazione collabora anche con l'Università Ca' Foscari di Venezia al fine di creare un sistema di monitoraggio per la situazione dei beni sequestrati. " La start-up è anche una possibilità di piano di lavoro per i giovani. Lo scopo è trasformare l'impegno per sconfiggere l'economia criminale” ha affermato Trotta durante la presentazione del suo libro. 

Generale Gianfranco Milillo

Generale Gianfranco Milillo - Conoscere per contrastare: alla Camera si parla di storie di mafie e rinascite