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L'espressionismo astratto come nuova forma di espressione dell'io

L'action painting – "pittura d'azione" in italiano – prevede che l'artista lanci il colore su una tela. Il colore viene dunque lasciato gocciolare spontaneamente e prende varie forme. L'action painting si diffuse soprattutto negli anni '40 e '60 e dalla critica viene messo in correlazione con l'espressionismo astratto. L'espressionismo astratto si colloca tra le più importanti correnti artistiche del dopoguerra e si contraddistingue per il ruolo centrale assegnato all'individualità dell'artista e, come suggerisce la denominazione, per lo sviluppo di un linguaggio pittorico di tipo astratto.

Tra i maggiori esponenti dell'espressionismo astratto troviamo il pittore Jackson Pollock. Pollock usava dipingere facendo colare le vernici e i colori dall'alto verso il basso. In questo modo, vernici e colori inondavano come fiumi in piena quadri e tele di grandi dimensioni attraverso la tecnica del cosiddetto "dripping". Si tratta di una tecnica pittorica particolare, che lasciava sgocciolare il colore da un contenitore - bucherellato o schizzato direttamente con le mani mediante l'uso di bastoni o pennelli –  alla tela distesa per terra.

Tra i rappresentanti dell'espressionismo astratto, Pollock è ricordato soprattutto perché abolì il quadro col cavalletto e, in generale, la stasi dei dipinti, che venivano appesi verticalmente. Pollock, infatti, sosteneva che, stendendo orizzontalmente la tela a terra, risultava più agevole girare intorno ad essa e sentirsi parte integrante del dipinto. Ecco allora che l'io dell'artista si riversa totalmente sul quadro e diventa un tutt'uno con esso. L'interiorità dell'artista trova completa espressione: emerge liberamente, spontaneamente e senza filtri tutto il suo malessere contro le criticità una società del benessere, dove è tutto progettato e calcolato nei minimi dettagli. In poche parole, l'espressionismo astratto è rappresentato dell’artista-intellettuale che si contrappone all’artista-tecnico.

Ritornando a Jackson Pollock, l'opera che meglio incarna la sua genialità creativa è Foresta incantata. Si tratta di un esempio dell'astrattismo maturo di Pollock, realizzato versando, sgocciolando e spruzzando il colore su grandi tele senza telaio. L'opera dilata lo spazio della tela grazie ad ampie zone di bianco in mezzo al reticolo della linea che si muove a si espande. Il gioco dei colori è materializzato dall'impiego di varie nuance di oro, nero, rosso e bianco. Grazie alla mano sapiente e ribelle di Pollock, forma e colore sono in equilibrio originando una sincronia di ritmi tra linee che si muovono, si espandono, diminuiscono e si alternano. Foresta incantata ipnotizza l'osservatore. Lo sguardo segue impaziente i colori e le forme divenendo, come l'artista, un tutt'uno con il dipinto. E in quel quadro, in quell'insieme pieno di magia e genialità, l'osservatore, come l'artista, rivede ed esprime in toto il suo io.  

Generale Gianfranco Milillo

L'espressionismo astratto come nuova forma di espressione dell'io